sabato 10 marzo 2007

La miglior cosa sarebbe scrivere gli avvenimenti giorno per giorno. Tenere un diario per vederci chiaro. Non lasciar sfuggire le sfumature, i piccoli fatti anche se non sembrano avere alcuna importanza, e soprattutto classificarli. Bisogna dire come io vedo questa tavola, la via, le persone, il mio pacchetto di tabacco, poiché è questo che è cambiato. Occorre determinare esattamente l'estensione e la natura di questo cambiamento.
Per esempio ecco un astuccio di cartone che contiene la mia bottiglia d'inchiostro. Bisognerebbe provare a dire come la vedevo prima e come adesso la…
Ebbene! È un parallelepipedo rettangolo che si distacca su - È idiota. Non c'è nulla da dirne. Ecco quel che si deve evitare, non bisogna mettere dello strano dove non c'è nulla. Credo sia questo il pericolo, quando si tiene un diario: si esagera tutto, si sta in agguato, si forza continuamente la verità. D'altra parte son certo che da un momento all'altro - sia a proposito di questo astuccio che di qualsiasi altro oggetto - io posso ritrovare l'impressione dell'altro ieri. Devo star sempre all'erta altrimenti essa mi scivolerà ancora di tra le dita. Non bisogna… ma notare accuratamente e con i maggiori particolari tutto ciò che succede.
(J.P.Sartre, La nausea)
vale anche per le persone? perché una scatola resta una scatola, cambia la percezione, non l'oggetto in sé. mentre nel rapporto con una persona cambia lei stessa oltre a come la recepiamo noi. panta rei, non si fugge... e sono proprio le sfumature il pericolo, l'oggettività è bianco o nero, non grigio.

giovedì 8 marzo 2007

York il mattiniero

Era un tonno come tutti gli altri, ma, si sa, i cammellini di mare hanno un carattere troppo suscettibile per poterli interessare a certe cose. Specialmente York. Era stato in Vietnam, è vero, ma con tutto ciò era molto difficile scusarlo. Già nel ’53 aveva avuto una discussione di questo tipo con un geometra di Gubbio: fu ricoverato con 47 giorgi di riposo per calli alle mani, mentre York non riportò che qualche lieve escoriazione. Comunque quella volta il cinese c’era, e non avrebbe potuto fallire. Gli uccelli volavano alti nel cielo terso di Ostia, il vento soffiava leggero. Un brivido gli corse su per la schiena, gli occhi cominciarono a bruciargli, le guance erano ormai rosso sangue. Si udì un colpo in lontananza, dei passi svelti che facevano cigolare il selciato. Dalla nebbia sbucò John, la faccia che grondava sangue, le mani strette ancora in una morsa d’acciaio. Era troppo anche per un negro, ma nessuno se ne rese conto subito. Il maggiordomo confessò due mesi più tardi, ma non servì a molto, il carcere gli aveva segnato anche la faccia oltre all’anima, non sarebbe più stato in grado di giocare a tennis come vent’anni prima.

martedì 6 marzo 2007

lunedì 5 marzo 2007

Trailer (XFiles)

Molda: Non è bello ciò che stai dicendo, Schelli....
Schelli: Lo so, ma neanche tu sei poi questo granché.
M: Non puoi farmene una colpa, anche Schinna ora crede, solo tu ti rifiuti di accettare la realtà!
Dogga: Agente Molda, non le sembra di essere troppo duro nei suoi confronti?
M: Ho sempre avuto poca autostima, è vero, ma questo non la autorizza a non accettare che l'Unione Sovietica sia stata un'invenzione del governo americano. Documenti lo provano! Non comprarono solo l'Alaska, ma tutto il territorio fino alla Polonia. Solo creandosi un antagonista avrebbero potuto organizzare un mercato globale delle sorpresine Kinder senza dare nell'occhio. Poi, essendo ridicola una nazione senza abitanti, ordinarono ai giapponesi la razza dei supersoldati: bassi costi di gestione, garanzia illimitata e un sacco di punti fragola!
Reie: È vero Gion, l'hai visto coi tuo occhi!
S: Beh, non mi sembra il caso di generalizzare...
R: No, Schelli, non difenderlo... è ora che faccia i conti con la sua omosessualità!
S: ...Ma... ma Molda non è omosessuale! Uigliam è anche suo... o almeno credo... era così buio su quel treno....
D: Basta! Basta!!! Cerchiamo di essere razionali, per una volta, o questo pazzo ci farà credere che Schinna è il Grande Puffo.... sì, eh...? ....ma perché a me le circolari arrivano sempre con settimane di ritardo...?

Probabilmente 31.07.2002

venerdì 2 marzo 2007

York l'indivisibile

Era un formaggio come tutti gli altri e proprio per questo, forse, aveva attirato subito la sua attenzione. Se ne stava lì immoto, senza una morale ben precisa, senza un corrispettivo che potesse far pensare a quello che sarebbe successo di lì a poco. York era là, come sempre quando sta per succedere qualcosa di brutto. Priscilla stava suonando il mandolino a 19 corde elettrificate, in un angolo, come per gioco. I minolli erano assorti in un silenzio di tromba che pareva maggio. Ah, maggio, il bel maggio. Quanto è bello maggio quando è maggio. Aprile, no. Giorgio non si alzò quella mattina, ma neanche York ebbe mai il coraggio di rinfacciarglielo, neanche nel ’47, durante la Grande Colluttazione. Che tempi erano quelli. Tutto finì lì come era cominciato, senza che nessuno si fosse accorto di niente.

giovedì 1 marzo 2007

bei tempi quando scaldavo i banchi del liceo...

Il ritorno di York

Capitolo primo
Come tutte le altre mattine, York aveva dei seri problemi di forfora. Zio Fred lo aveva avvertito fin dal primo momento: non ti fidare delle vacche magre! E aveva ragione! Anni addietro infatti, a un altro formichiere dello spazio era successa una cosa tremenda: il cinese era lì, immobile nella sua bellezza, scrutando lontano all’orizzonte. A pochi metri le celesti praterie del cielo lo separavano da un sogno ambiguo, quasi come un film. Ad ovest niente di nuovo, si sa, ma anche i muri hanno orecchie. Tutto successe in un attimo, il tempo di una prosciutto e funghi.

Capitolo secondo
Il sole non sarebbe più stato quello di una volta, e John lo sapeva, era colpa sua e di Mary. Mary, ah Mary! Con quelle sue ascelle ben slanciate verso l’infinito... Ora solo lui poteva sapere che i netturbini di Ostia sono biondi, ma preferì tacere, pensando che il mondo non fosse pronto? Chi parla? No, è uscito. Sì, è tanto che è fuori, e non tornerà più senza il tuo aiuto. Tutto è stato inutile, a cominciare dal mandolino, che in questi casi è di sicuro effetto. Neanche un cervo lo avrebbe più risvegliato: del resto, se i carmelitani non fossero scalzi, chi lavorerebbe nei mobilifici di Cantù?

Capitolo terzo
Erano ormai 54 anni che York non vedeva sua figlia, l’aveva lasciata che entrava nel liceo, poi i fatti contingenti non li avevano più riuniti. Il filippino sapeva dunque dei cammellini di mare? O era solo una mossa astuta della Cia, il farlo credere? John non stava più nella pelle, ormai era primavera e tutti i serpenti la cambiano. Il Whisky era là, sulla tavola, in mezzo alla stanza, nessuno che avesse il coraggio di avvicinarlo. Certo rischiare un morso di certe bestie non fa piacere a nessuno, ma il tempo stringeva, e faceva un male della madonna. La dolce Mary fece come per dire qualcosa, ma tacque, muta anch’essa nel silenzioso sferragliare della metropolitana. Chi avrebbe colto i funghi quella sera? Ancora una volta la latteria aveva chiuso in anticipo e York sarebbe dovuto tornare a Forlì a piedi: ma, poteva un uomo nel suo stato giocare a scopa col morto? Sì, certo, l’unica speranza per il mondo era il suo cappello, ma questo cosa voleva dire, in fondo anche lui era solo una tinca e non gli si potevano addossare certe colpe. Intanto gli uccelli migravano ad ovest e i lama rumoreggiavano. È dunque questo il significato della vita? Siamo solo noi coscienti di ciò? Solo York poteva dirlo, ma tacque.