Inutile dire che il suo precettore, Aio Kemal, era molto orgoglioso di lei. Quindi non lo diremo.
Spesso però si trovavano in disaccordo quando Violet insisteva per voler studiare le reazioni e il comportamento della mente umana tralasciando gli aspetti filosofici e teologici. Kemal sosteneva che erano idee blasfeme e senza futuro né possibilità di applicazione pratica. Violet dal canto suo, una notte aveva sognato un uomo con una lunga barba bianca e degli strani vetri tondi sugli occhi sdraiato su un lettino, che, mentre lei vergava parole su un papiro dandogli le spalle, le raccontava un sogno: l'anziano era disperato perché un suo amico di vecchia data si era sempre vantato di avere tre calamai di colore diverso dove intingere la sua penna. Egli, pur non avendo mai avuto il desiderio di cambiare, sentiva dentro di sé un'invidia che non capiva da cosa provenisse. Da qui la giovane decise di dedicarsi a quella che lei stessa chiamò "psicomanzia": sistemata una sedia e un divanetto in una stanza della sua torre, faceva entrare a turno la servitù e si faceva raccontare i loro sogni.
domenica 8 marzo 2009
sabato 7 marzo 2009
…con una lunga veste blu, su un nero destriero, al trotto veloce in un bosco… 5
Gli anni passarono senza che Violet aprisse mai la cassapanca dov'era stato riposto il vestito. I genitori dimenticarono presto l'accaduto, considerato né più né meno uno scherzo di una vecchia uscita di senno. Per uno strano caso o forse per un altro incantesimo, neppure la servitù toccò più la veste, che rimase quindi ben custodita.
La giovane si era nel frattempo distinta nei confronti delle altre nobili per il suo carattere riservato ma pronto ad esplodere in una gioiosa allegria e per la capacità di tenere testa agli anziani eruditi che frequentavano il castello anche su questioni filosofiche che all'epoca impegnavano le menti più illuminate. Per mesi si parlò di una disputa durata un'intera notte, avuta con il medico-filosofo olandese Pool Van Tonneth sulla nota teoria dei "rigurgiti", per la quale il taumaturgo suggeriva "ex moenia divertimentum rigurgita facilior" in contrasto con Violet che prevedeva "rigurgita non tollit in aliis domus".
La giovane si era nel frattempo distinta nei confronti delle altre nobili per il suo carattere riservato ma pronto ad esplodere in una gioiosa allegria e per la capacità di tenere testa agli anziani eruditi che frequentavano il castello anche su questioni filosofiche che all'epoca impegnavano le menti più illuminate. Per mesi si parlò di una disputa durata un'intera notte, avuta con il medico-filosofo olandese Pool Van Tonneth sulla nota teoria dei "rigurgiti", per la quale il taumaturgo suggeriva "ex moenia divertimentum rigurgita facilior" in contrasto con Violet che prevedeva "rigurgita non tollit in aliis domus".
venerdì 6 marzo 2009
…con una lunga veste blu, su un nero destriero, al trotto veloce in un bosco… 4
Un altro luminare siriano, El-dot-Hur, si perse in strani calcoli che combinavano l'astrologia, i bioritmi e la temperatura basale, per dimostrare inconfutabilmente che, qualora il duecentesimo ciclo fosse coinciso con il sole nel leone e venere in bilancia nella stessa casa, la giovane avrebbe sofferto di crisi anche ben peggiori di quella. Come rimedio suggeriva di immergerla in una vasca piena di ananas.
I contadini della zona, ricordando antiche leggende, preferirono anticipare la mietitura del grano e si dice anche che circa nove mesi dopo ci fu uno strano incremento della natalità.
In realtà la vecchia strega si era limitata a correggere la cioccolata in tazza di Violet con un distillato di vinaccia, sottratto da una vecchia riserva delle cantine del castello: la giovane era semplicemente in stato di ebrezza…
I contadini della zona, ricordando antiche leggende, preferirono anticipare la mietitura del grano e si dice anche che circa nove mesi dopo ci fu uno strano incremento della natalità.
In realtà la vecchia strega si era limitata a correggere la cioccolata in tazza di Violet con un distillato di vinaccia, sottratto da una vecchia riserva delle cantine del castello: la giovane era semplicemente in stato di ebrezza…
giovedì 5 marzo 2009
…con una lunga veste blu, su un nero destriero, al trotto veloce in un bosco… 3
Introdottasi con la magia nel castello, la strega aveva diluito una pozione nella colazione di Violet, così che la giovane fosse colta dalla frenesia che le fece mettere sotto sopra la torre a lei riservata. Se servi e cameriere quella sera andarono a letto senza cenare per la stanchezza, ella continuò fino all'alba ad aprire cassapanche e spostare vestiti da una stanza all'altra fino a crollare spossata sulle coperte senza togliersi nemmeno le scarpe. Dormì poi ininterrottamente per tre giorni e tre notti, tanto che i genitori fecero chiamare i migliori dottori della contea non capacitandosi della condizione della loro figlia.
Le teorie si sprecarono. Per i più era ovvio che fosse stata morsa da un basilisco e portavano a sostegno della tesi antichi testi, alcuni per altro leggendari, come il Bestiae ex nuvolae dicendae di Michele da Mausoleo o l'Hon-ne Sca-hrraf-uni di He-bel-a-mam-Hasoia, discusso naturalista arabo, i cui scritti furono messi all'indice pur non avendo conferme della loro pubblicazione.
Le teorie si sprecarono. Per i più era ovvio che fosse stata morsa da un basilisco e portavano a sostegno della tesi antichi testi, alcuni per altro leggendari, come il Bestiae ex nuvolae dicendae di Michele da Mausoleo o l'Hon-ne Sca-hrraf-uni di He-bel-a-mam-Hasoia, discusso naturalista arabo, i cui scritti furono messi all'indice pur non avendo conferme della loro pubblicazione.
mercoledì 4 marzo 2009
…con una lunga veste blu, su un nero destriero, al trotto veloce in un bosco… 2
Beh, direte Voi, che c'entra sta roba? Bisogna pur mangiare no? E anche nel medioevo avevano questo "vizio", per cui ho dovuto trovare degli sponsor per poter continuare l'opera…
Pubblicità:
La vostra Dama è infastidita da un drago? Spade Necandi, da secoli al servizio di ogni cavaliere che voglia dirsi tale! Ignifughe, ottimamente bilanciate, facili da usare! Lame Necandi… e siete già nel XII secolo! (A tutti quelli che ne prenotano una entro il 31 dicembre, in omaggio l'incisione del nome sulla lama. Per chi possiede molte contee, consigliata la spada a due mani).
Il Vostro cavaliere ha ucciso il drago che non vi faceva uscire dalla torre ma non siete ancora convinte dei suoi sentimenti? Fazzoletti ricamati Effecì, non il solito cotone! Lasciatelo cadere inavvertitamente all'uscita del portone, lo vedrete cadere ai Vostri piedi! Effecì aiuta a scegliere nella tradizione!
Pubblicità:
La vostra Dama è infastidita da un drago? Spade Necandi, da secoli al servizio di ogni cavaliere che voglia dirsi tale! Ignifughe, ottimamente bilanciate, facili da usare! Lame Necandi… e siete già nel XII secolo! (A tutti quelli che ne prenotano una entro il 31 dicembre, in omaggio l'incisione del nome sulla lama. Per chi possiede molte contee, consigliata la spada a due mani).
Il Vostro cavaliere ha ucciso il drago che non vi faceva uscire dalla torre ma non siete ancora convinte dei suoi sentimenti? Fazzoletti ricamati Effecì, non il solito cotone! Lasciatelo cadere inavvertitamente all'uscita del portone, lo vedrete cadere ai Vostri piedi! Effecì aiuta a scegliere nella tradizione!
martedì 3 marzo 2009
…con una lunga veste blu, su un nero destriero, al trotto veloce in un bosco… 1
Per una volta sono riuscito ad arrivare in fondo, scrivendo un pezzetto ogni notte per poco più di due mesi, dal 23 dicembre 2008 al 2 marzo 2009 (saranno quindi 65 puntate quotidiane), saltando solo l'ultimo dell'anno. Doveva essere un raccontino, poi la tastiera mi ha preso la mano ed è diventato un romanzo breve. Il ritmo e i toni cambiano a seconda delle vicende e sicuramente dell'umore, ma mi sembra più giusto pubblicarlo così come è stato inviato quotidianamente alla musa che l'ha ispirato, in alcuni casi troverete dei link a Youtube, con dei brani che vorrebbero fungere da colonna sonora. Il testo è ovviamente influenzato dalle mie variegate letture, una su tutte Il Bestiario d'amore di Richard De Fournival, al quale mi sono ispirato per le metafore dei convegni amorosi.
Da quanto tempo cavalcava nel bosco? Perché vi era entrata? Il sentiero in certi punti era appena percettibile, in altri si allargava in radure dalle mille uscite, ma il cavallo continuava sicuro senza rallentare. La veste blu, almeno quella, la ricordava bene, era il suo portafortuna. Quando aveva 15 anni una donna anziana si era presentata ai suoi genitori e aveva lasciato in dono quel meraviglioso velluto che incredibilmente era dello stesso colore dei suoi occhi. Nel farlo li aveva raccomandati di custodirlo in una dimenticata cassapanca nella parte est del castello, e di coprirla con petali di rosa, chiodi di garofano, cannella e una polvere di cui non fece il nome e di cui aveva lasciato un sacchetto. Prima di dare spiegazioni era scomparsa e i genitori di Violet, non vedendo pericoli in quello che aveva detto la vecchia, avevano eseguito quanto suggerito.
Violet ne venne a conoscenza solo dopo qualche tempo. Quel giorno infatti si aggirava nei suoi appartamenti della torre sud facendo spostare pesantissimi mobili, casse ricolme di antichi volumi e suppellettili varie dalla servitù. Le cameriere impazzivano sistemando ora qua ora là decine di vestiti e calzature che la giovane, in uno stato febbrile assai lontano dalla sua naturale romantica tranquillità, non riusciva a decidere dove fosse meglio riporli. Distrutti dalla fatica, quattro giovani servi, lasciarono infine un''antica specchiera di tre metri di altezza in una posizione, rispetto al letto, che fece fuggire a tal vista l'anziano precettore della giovane che corse via segnandosi ripetutamente, sgranando rosari in un sommesso borbottio di riprovazione.
Nessuno, quando si svolsero i fatti, poteva supporre che lo stato di euforia di Violet e la presenza della vecchia al castello fossero in relazione. In realtà, l'anziana donna altri non era che una strega, assoldata dalla figlia di un ricco signore gelosissima della giovane. In tutta la contea, fin dalla sua nascita, i bardi facevano a gara a tessere le lodi dei suoi occhi, non c'era locanda dove non si sentissero strofe del tipo:
«…paion di ghiaccio, ma sciolgon i cuori,
se troppo la guardi saranno dolori.
Le notti insonni di poi passerai,
infin'al giorno che la rivedrai…»
Dedicato a Viola.
Da quanto tempo cavalcava nel bosco? Perché vi era entrata? Il sentiero in certi punti era appena percettibile, in altri si allargava in radure dalle mille uscite, ma il cavallo continuava sicuro senza rallentare. La veste blu, almeno quella, la ricordava bene, era il suo portafortuna. Quando aveva 15 anni una donna anziana si era presentata ai suoi genitori e aveva lasciato in dono quel meraviglioso velluto che incredibilmente era dello stesso colore dei suoi occhi. Nel farlo li aveva raccomandati di custodirlo in una dimenticata cassapanca nella parte est del castello, e di coprirla con petali di rosa, chiodi di garofano, cannella e una polvere di cui non fece il nome e di cui aveva lasciato un sacchetto. Prima di dare spiegazioni era scomparsa e i genitori di Violet, non vedendo pericoli in quello che aveva detto la vecchia, avevano eseguito quanto suggerito.
Violet ne venne a conoscenza solo dopo qualche tempo. Quel giorno infatti si aggirava nei suoi appartamenti della torre sud facendo spostare pesantissimi mobili, casse ricolme di antichi volumi e suppellettili varie dalla servitù. Le cameriere impazzivano sistemando ora qua ora là decine di vestiti e calzature che la giovane, in uno stato febbrile assai lontano dalla sua naturale romantica tranquillità, non riusciva a decidere dove fosse meglio riporli. Distrutti dalla fatica, quattro giovani servi, lasciarono infine un''antica specchiera di tre metri di altezza in una posizione, rispetto al letto, che fece fuggire a tal vista l'anziano precettore della giovane che corse via segnandosi ripetutamente, sgranando rosari in un sommesso borbottio di riprovazione.
Nessuno, quando si svolsero i fatti, poteva supporre che lo stato di euforia di Violet e la presenza della vecchia al castello fossero in relazione. In realtà, l'anziana donna altri non era che una strega, assoldata dalla figlia di un ricco signore gelosissima della giovane. In tutta la contea, fin dalla sua nascita, i bardi facevano a gara a tessere le lodi dei suoi occhi, non c'era locanda dove non si sentissero strofe del tipo:
«…paion di ghiaccio, ma sciolgon i cuori,
se troppo la guardi saranno dolori.
Le notti insonni di poi passerai,
infin'al giorno che la rivedrai…»
venerdì 28 novembre 2008
Ferramenta (Atto unico)
A me non piace il bricolage. È un dato di fatto. Non mi chiedete di imbiancare pareti, di fare buchi nel muro o di tapparli, o di aggiustare qualcosa. Non mi piace, non mi interessa e nemmeno mi riesce. Eventualmente posso smontare qualcosa, o inscatolare anche oggetti fragili per un trasloco. O vuotare una libreria e rimettere i libri a posto per benino dopo averli spolverati. Papà invece sapeva fare tutto nel piccolo spazio che si era creato in soffitta dove abitavamo. Faceva anche dei bellissimi plastici tutti con materiale naturale, lui che era architetto. E ogni tanto mi chiedeva il favore, quando ero ragazzino, di andare a comprare 20 viti così e cosà, campione alla mano da porgere al negoziante. La cosa di per sé non era certamente difficile e, nonostante la timidezza, uscivo e andavo dal ferramenta. E qui cominciano i problemi…
Intanto lo dico al presente, cominciano, perché negli ultimi 46 anni non sono cambiati affatto, né loro né le mesticherie, sulle quali potrei fare un discorso analogo e parallelo. Se, come me, non siete appassionati del genere, non vi fate trarre in inganno quando entrate se vedete solo due tre clienti al bancone. In realtà anche una coda di 15 pensionati alle poste è più veloce. Dovete sapere che l'habitué del ferramenta ha con lui un rapporto che va ben oltre quello canonico fra negoziante e cliente. Non si possono definire amici, non andrebbero mai la sera a bere una birra insieme al pub o la domenica allo stadio (e di questo i ferramenta si dolgono moltissimo e ne soffrono), eppure l'empatia che si crea fra i due raggiunge livelli insospettabili. Ecco quindi che l'habitué con la sua richiesta, che a voi suonerà all'orecchio come un'antica invocazione di entità perverse e blasfeme di oscuri mondi pagani, aprirà un'interminabile dialogo con spiegazioni, digressioni, pantomime e talvolta tragedie, quando la richiesta non possa essere evasa.
Scena: interno di un ferramenta. Vari attrezzi alle pareti. Un bancone in fondo al negozio.
Personaggi: due negozianti, uno molto anziano e un altro più giovane, forse il figlio e tre clienti.
Primo cliente: (al negoziante più giovane, mentre quello anziano esce di scena diretto al magazzino sul retro) Ciao Lorenzo, tutto bene?
Negoziante giovane: Ciao Ernesto. Tutto bene, te? Samantha?
PC: Bene grazie, anche lei. Senti, mi serviva uno sverniciatore a base acetilglicolica ipoallergenico con antimuffa in gel ingnifugo e della coppale anilinica con semi di asperula e granuli di agar thailandese.
(Già qui voi cominciate a guardarvi intorno per sincerarvi di essere nel negozio giusto)
NG: Guarda Ernesto che la coppale adesso la fanno soltanto idrossivinilica, l'ultimo barattolo di anilinica l'ho venduta giusto un mese fa a Manlio.
PC: Manlio? quale, quello che stava al 39 sopra il negozio di caccia e pesca?
NG: Sì, proprio lui.
PC: Ah, e come sta? L'è un po' che non lo vedo…
NG: Bene bene, un po' incasinato da quando gli è nato il figliolo, piange tutta la notte e li fa dormire poco…
PC: Beh, però era anche l'ora si decidessero con la Nicoletta. Quant'anni l'ha? 38?
NG: Preciso, fatti un mese fa, il 12.
PC: Bene. Dunque, dicevi, scusa ma c'ho furia che devo finire questo lavoro… Allora, la coppale la fanno idrossivinilica… Ma che l'è bona? Perché lo scorso anno a mio suocero gli hai dato un prodotto per le persiane che non andava mica bene. Dopo 4/5 mesi si son riscrostate tutte…
NG: Senti guarda, e un l'è colpa della coppale. Gliel'avevo spiegato bene a tuo suocero: prima doveva passare la carta abrasiva del tre, poi quella 0 e dopo una spennellata di antimuffa-antiumido, sai quello tedesco della Vussenberghe? Lui se n'è dimenticato e ora dà la colpa alla coppale che invece è ottima. Ne vendo 35 barattoli a settimana!
PC: Eh lo so, sai, anche lui comincia ad avere una certa età… Ah, mi serve anche uno sgarzino a doppia lama di quelli in ferro molato e manico in plastica.
(Anche il negoziante giovane sparisce, senza che nel frattempo l'altro sia tornato. Il terzo cliente comincia a mettere strumenti degni dell'Inquisizione spagnola sul bancone. Dopo una decina di minuti torna il negoziante giovane con due barattoli)
NG: Senti Ernesto, lo sgarzino come lo vuoi te l'ho finito. L'ho già riordinato la scorsa settimana e me lo dovrebbero consegnare giovedì…
PC: Giovedì? Tu mi metti in difficoltà… Oggi volevo veder di finire che mercoledì devo andare dalla Fernanda per la porta del bagno. Sai la Fernanda, l'ortolana quella mora, occhi verdi, con due poppe così…?
NG: 'occamiseria! eddìe no! …e ciò provato una volta e via! e lei nulla! Entri in negozio, te le appoggia sul banco, ti guarda dritto negli occhi, ma poi un c'è verso…
PC: sie… tu lo dici te… so per sicuro che il marito della lattaia c'è passato diverse volte di costì…
NG: No dai! O che mi dici? Nemmeno se lo vedo, quì coso!
PC: Se ti dico che lo so…
NG: Ma poi, scusa, Maurizino, il marito della lattaia, non le faceva le corna con la Silvana del circolino quello sulla strada per andare alla Consuma… quella che dopo il poggio giri alla seconda a destra… dove c'hanno quella schiacciata che con la mortadella è la morte sua!
PC: Sì, certo, certo… quella è l'amante ufficiale, ma poi…
NG: …Pensa te…
PC: Senti, guarda, allora dammi la punta per il trapano quella bilama a coda di rondine norvegese in titanio e 3/4 rifilini a bulino del 15 ma con la nottola in ottone ramato che durano di più…
(Il negoziante giovane riesce e torna dopo un quarto d'ora con le braccia piene di materiale)
NG: Ecco qua…
PC: Fammi il conto, va', che son di corsa…
Terzo cliente: Scusa Lore, t'ho messo della roba qui, mi ci aggiungi due barattoli di bianco avorio da 12 kg idrorepellente antimuffa ipoallergenico da esterni alle aniline diodate, un pennello a coda di martora in cinghiale maltese e una decina di scovolini in rame allumato a testa tonda. Passo dopo pranzo a ritiralli. Ciao Lore, saluta i' tu' babbo che l'è sparito di là e un s'è più visto! Ciao Ernesto!
(Esce. Il primo cliente paga ed esce anche lui con uno scatolone di roba. Il secondo cliente tamburella sul tavolo e continua a sfogliare cataloghi e si guarda intorno. Il negoziante anziano non è ancora riapparso)
NG: (Rrivolto finalmente a voi e con un'impercettibile aria di disprezzo avendo già capito che siete un profano) Desidera…?
Intanto lo dico al presente, cominciano, perché negli ultimi 46 anni non sono cambiati affatto, né loro né le mesticherie, sulle quali potrei fare un discorso analogo e parallelo. Se, come me, non siete appassionati del genere, non vi fate trarre in inganno quando entrate se vedete solo due tre clienti al bancone. In realtà anche una coda di 15 pensionati alle poste è più veloce. Dovete sapere che l'habitué del ferramenta ha con lui un rapporto che va ben oltre quello canonico fra negoziante e cliente. Non si possono definire amici, non andrebbero mai la sera a bere una birra insieme al pub o la domenica allo stadio (e di questo i ferramenta si dolgono moltissimo e ne soffrono), eppure l'empatia che si crea fra i due raggiunge livelli insospettabili. Ecco quindi che l'habitué con la sua richiesta, che a voi suonerà all'orecchio come un'antica invocazione di entità perverse e blasfeme di oscuri mondi pagani, aprirà un'interminabile dialogo con spiegazioni, digressioni, pantomime e talvolta tragedie, quando la richiesta non possa essere evasa.
Scena: interno di un ferramenta. Vari attrezzi alle pareti. Un bancone in fondo al negozio.
Personaggi: due negozianti, uno molto anziano e un altro più giovane, forse il figlio e tre clienti.
Primo cliente: (al negoziante più giovane, mentre quello anziano esce di scena diretto al magazzino sul retro) Ciao Lorenzo, tutto bene?
Negoziante giovane: Ciao Ernesto. Tutto bene, te? Samantha?
PC: Bene grazie, anche lei. Senti, mi serviva uno sverniciatore a base acetilglicolica ipoallergenico con antimuffa in gel ingnifugo e della coppale anilinica con semi di asperula e granuli di agar thailandese.
(Già qui voi cominciate a guardarvi intorno per sincerarvi di essere nel negozio giusto)
NG: Guarda Ernesto che la coppale adesso la fanno soltanto idrossivinilica, l'ultimo barattolo di anilinica l'ho venduta giusto un mese fa a Manlio.
PC: Manlio? quale, quello che stava al 39 sopra il negozio di caccia e pesca?
NG: Sì, proprio lui.
PC: Ah, e come sta? L'è un po' che non lo vedo…
NG: Bene bene, un po' incasinato da quando gli è nato il figliolo, piange tutta la notte e li fa dormire poco…
PC: Beh, però era anche l'ora si decidessero con la Nicoletta. Quant'anni l'ha? 38?
NG: Preciso, fatti un mese fa, il 12.
PC: Bene. Dunque, dicevi, scusa ma c'ho furia che devo finire questo lavoro… Allora, la coppale la fanno idrossivinilica… Ma che l'è bona? Perché lo scorso anno a mio suocero gli hai dato un prodotto per le persiane che non andava mica bene. Dopo 4/5 mesi si son riscrostate tutte…
NG: Senti guarda, e un l'è colpa della coppale. Gliel'avevo spiegato bene a tuo suocero: prima doveva passare la carta abrasiva del tre, poi quella 0 e dopo una spennellata di antimuffa-antiumido, sai quello tedesco della Vussenberghe? Lui se n'è dimenticato e ora dà la colpa alla coppale che invece è ottima. Ne vendo 35 barattoli a settimana!
PC: Eh lo so, sai, anche lui comincia ad avere una certa età… Ah, mi serve anche uno sgarzino a doppia lama di quelli in ferro molato e manico in plastica.
(Anche il negoziante giovane sparisce, senza che nel frattempo l'altro sia tornato. Il terzo cliente comincia a mettere strumenti degni dell'Inquisizione spagnola sul bancone. Dopo una decina di minuti torna il negoziante giovane con due barattoli)
NG: Senti Ernesto, lo sgarzino come lo vuoi te l'ho finito. L'ho già riordinato la scorsa settimana e me lo dovrebbero consegnare giovedì…
PC: Giovedì? Tu mi metti in difficoltà… Oggi volevo veder di finire che mercoledì devo andare dalla Fernanda per la porta del bagno. Sai la Fernanda, l'ortolana quella mora, occhi verdi, con due poppe così…?
NG: 'occamiseria! eddìe no! …e ciò provato una volta e via! e lei nulla! Entri in negozio, te le appoggia sul banco, ti guarda dritto negli occhi, ma poi un c'è verso…
PC: sie… tu lo dici te… so per sicuro che il marito della lattaia c'è passato diverse volte di costì…
NG: No dai! O che mi dici? Nemmeno se lo vedo, quì coso!
PC: Se ti dico che lo so…
NG: Ma poi, scusa, Maurizino, il marito della lattaia, non le faceva le corna con la Silvana del circolino quello sulla strada per andare alla Consuma… quella che dopo il poggio giri alla seconda a destra… dove c'hanno quella schiacciata che con la mortadella è la morte sua!
PC: Sì, certo, certo… quella è l'amante ufficiale, ma poi…
NG: …Pensa te…
PC: Senti, guarda, allora dammi la punta per il trapano quella bilama a coda di rondine norvegese in titanio e 3/4 rifilini a bulino del 15 ma con la nottola in ottone ramato che durano di più…
(Il negoziante giovane riesce e torna dopo un quarto d'ora con le braccia piene di materiale)
NG: Ecco qua…
PC: Fammi il conto, va', che son di corsa…
Terzo cliente: Scusa Lore, t'ho messo della roba qui, mi ci aggiungi due barattoli di bianco avorio da 12 kg idrorepellente antimuffa ipoallergenico da esterni alle aniline diodate, un pennello a coda di martora in cinghiale maltese e una decina di scovolini in rame allumato a testa tonda. Passo dopo pranzo a ritiralli. Ciao Lore, saluta i' tu' babbo che l'è sparito di là e un s'è più visto! Ciao Ernesto!
(Esce. Il primo cliente paga ed esce anche lui con uno scatolone di roba. Il secondo cliente tamburella sul tavolo e continua a sfogliare cataloghi e si guarda intorno. Il negoziante anziano non è ancora riapparso)
NG: (Rrivolto finalmente a voi e con un'impercettibile aria di disprezzo avendo già capito che siete un profano) Desidera…?
Iscriviti a:
Post (Atom)
