Tutti sicuramente sapete del modo di computare i giorni presso i babilonesi, i faraoni, i maya e della riforma gregoriana, ma probabilmente in pochi conoscono l'origine del calendario con le modelle e attrici come di moda da qualche anno. Recenti scavi archeologici a Pompei hanno dimostrato che i primi esempi del genere risalgono al 60 d.C. circa. Ovviamente non erano realizzati con servizi fotografici ma dipinti a mano sulle pareti dai migliori pittori dell'epoca. Ma andiamo per ordine.
Presso la corte imperiale lavorava il noto drammaturgo Caius Titus Brassinus, che allestiva sfarzosi spettacoli teatrali sulla vita di Nerone. Cadde in disgrazia, rischiando anche la vita, per una vicenda non ben chiarita nemmeno dagli storici, secondo i quali, alla fine di un baccanale, cominciò a descrivere un'idea che stava elaborando su dei giochi nel Circo Massimo che avrebbero coinvolto Poppea, consorte dell'imperatore, con una coppia di stalloni neri e un pony. Il fatto di aver bevuto almeno tre anfore di Falerno rosso aromatizzato con cannella e miele durante la cena non gli fu concesso come attenuante.
Suo grande difetto era il ritardo con cui presentava i progetti, per cui scherzosamente gli amici gli chiedevano di organizzarne per le calende greche. Seccato dalle continue prese di giro, decise di convocare Marius
P. Orcellus nella sua villa pompeiana. Questi, già in precedenza, gli aveva affrescato le pareti di 4 stanze e di un vestibolo con scene erotiche in cui le schiave di Brassinus erano coperte da sottili veli trasparenti, tant'è che furono poi chiamate Velinae. Per ovviare alle sue carenze organizzative il drammaturgo fece aggiungere, sotto ognuna di queste, i giorni di un mese con una stretta mensola per appoggiarvi una candela che avrebbe segnato la scadenza di un contratto.
Anni dopo l'eruzione del Vesuvio avrebbe coperto la geniale intuizione di Brassinus.
venerdì 19 febbraio 2010
lunedì 25 gennaio 2010
ZukkerOttaCipicì93TVTTBB
Si erano conosciuti su aNobii.com.
Un giorno ZukkerOttaCipicì93TVTTBB, dopo aver finito di leggere TuttoTotti vol. XXXII, cercò la relativa scheda per inserirla in libreria e qui fu incuriosita dall'avatar di Necario666, che risultava fra i 18729 possessori del bestseller.
Un click, uno sguardo distratto alla libreria ed era già a scrivergli un messaggio:
- CiaO, bll il tuO avatar, è un cignO nerO?
Una mezz'oretta più tardi, mentre stava chattando con PolpettaCignalataLoveDudy, sentì l'atteso ping della posta in entrata e, senza verificare la mail, si fiondò a leggere la risposta:
- Sì, è un frame di Bagno di sangue a Hopelessville.
- Ah, sì! ke scema! l'hO vistO purìO! quellO cOn ScamarciO ke fa lO psicOlOgO nl kOllegiO femminile…
- No. Quello credo che sia Amore mio bello mi ucciderei pur di stare sempre con te.
- mhmmmm… fOrze cciai raggiOne… Senti, hO vistO ke hai lettO anke tu TuttOtOtti, ke ne dici di parlarne davanti a un'ape? vedO ke stiamO nella stessa sity!
- Ma non ci pinzerà?
- SciOkkinO! A P E R I T I V O ! dai, cisi x l'eppiauar al ChubangO, eh?
- Va bene. Come ti riconosco? Hai uno zainetto fucsia fosforescente come nella foto?
- CertO ke zì! ciauz! baciOttOli!
Prima di uscire Zuccherotta decise di finire con la sua scheda postando una recensione:
"CiOè, trOppO!!!!!!!!!! mika pensavo ke era megliO del XIX!!!!!!!! la DOdi me l'aveva dettO ma iO nn ci pOtevO kredere!!!! è scrittO benissimO e si capisce tuttO, mika kOme kuella rOba ke ci fa leggere la prOfe di stOria!!!!!!!!!!"
Un'ora e 73 sms dopo, ZukkerOtta era al bancone del Chubango con Polpetta, ambedue intente a parlare al cellulare e a trasmettersi a gesti il contenuto delle relative telefonate con il Mintdaikiroska d'ordinanza e un piattino colmo di carote e cetrioli tagliati a listarelle.
Occhieggiando fra la folla, Necario la individuò praticamente subito dai riflessi metallici dello zainetto in ghisa cromata. Fattosi servire un rassicurante Bloody Mary, si avvicinò alla coppia di amiche.
- Ciao, sei Zuccherotta, vero?
- Sìììììì!!!! e tu devi essere Nazariosessantasei!!!i! ciao, ti presento Polpetta!!!! Polpy… Nazario… Nazario… Polpy… ecco fatto!!!!!
- Ehmmmm… piacere, Necario666…
- Ciaaaaaaaooo… vado un attimino in bagno che tanto voi parlerete di Anozzi che io non leggevo e quindi non saprei che dire…
- Ehmmmm… che ne dici di uscire fuori che qui c'è un frastuono tremendo?
- Sìììì!!!!!! tanto quella ora che torna… sarà già lingua in bocca con qualcuno nei cessi…
- Mhmmm…
- Allora, ti è piaciuto Tuttotottiicsicsicsii?
- Ehhhh?
- Sìììì!!!! dai!!!!! il libro!!!!
- Ah, sì, scusa… Ma veramente credo che sia il libro più idiota che sia stato edito. L'ho comprato proprio per cercare di capire come potesse essere in classifica da diverse settimane e cosa ci fosse dietro decine di commenti entusiastici. Ho pensato che ci dovesse essere un messaggio che passava trasversalmente sui valori della società massificata come viene imposta dai media a livello globale nell'intento di ottundere la volontà reagente dell'inconscio ghettizzato da spinte consumistiche indotte da una comunicazione univoca pianificata per annientare il sostrato culturale di base dell'utente-udente-consumatore finale…
Il giorno dopo in chat:
- CcccciaaaaaaOOOOOOO POlpy!!!!!!!!!! :-DDDDDDDDDD dOve 6 finita ieri sera???????? mi hai lasciata cOn NassariO6, ke palllllllleeeeeeeee!!!!! ah, hai sentitO ke l'hannO trovatO uccisO vicinO al ChubangO cOn un aipOd nella karotide ugualeeeeeeee al miOOOOOOO!!!!????? anzi, l'hai mika vistO ke nn lO trOvO +…?
Un giorno ZukkerOttaCipicì93TVTTBB, dopo aver finito di leggere TuttoTotti vol. XXXII, cercò la relativa scheda per inserirla in libreria e qui fu incuriosita dall'avatar di Necario666, che risultava fra i 18729 possessori del bestseller.
Un click, uno sguardo distratto alla libreria ed era già a scrivergli un messaggio:
- CiaO, bll il tuO avatar, è un cignO nerO?
Una mezz'oretta più tardi, mentre stava chattando con PolpettaCignalataLoveDudy, sentì l'atteso ping della posta in entrata e, senza verificare la mail, si fiondò a leggere la risposta:
- Sì, è un frame di Bagno di sangue a Hopelessville.
- Ah, sì! ke scema! l'hO vistO purìO! quellO cOn ScamarciO ke fa lO psicOlOgO nl kOllegiO femminile…
- No. Quello credo che sia Amore mio bello mi ucciderei pur di stare sempre con te.
- mhmmmm… fOrze cciai raggiOne… Senti, hO vistO ke hai lettO anke tu TuttOtOtti, ke ne dici di parlarne davanti a un'ape? vedO ke stiamO nella stessa sity!
- Ma non ci pinzerà?
- SciOkkinO! A P E R I T I V O ! dai, cisi x l'eppiauar al ChubangO, eh?
- Va bene. Come ti riconosco? Hai uno zainetto fucsia fosforescente come nella foto?
- CertO ke zì! ciauz! baciOttOli!
Prima di uscire Zuccherotta decise di finire con la sua scheda postando una recensione:
"CiOè, trOppO!!!!!!!!!! mika pensavo ke era megliO del XIX!!!!!!!! la DOdi me l'aveva dettO ma iO nn ci pOtevO kredere!!!! è scrittO benissimO e si capisce tuttO, mika kOme kuella rOba ke ci fa leggere la prOfe di stOria!!!!!!!!!!"
Un'ora e 73 sms dopo, ZukkerOtta era al bancone del Chubango con Polpetta, ambedue intente a parlare al cellulare e a trasmettersi a gesti il contenuto delle relative telefonate con il Mintdaikiroska d'ordinanza e un piattino colmo di carote e cetrioli tagliati a listarelle.
Occhieggiando fra la folla, Necario la individuò praticamente subito dai riflessi metallici dello zainetto in ghisa cromata. Fattosi servire un rassicurante Bloody Mary, si avvicinò alla coppia di amiche.
- Ciao, sei Zuccherotta, vero?
- Sìììììì!!!! e tu devi essere Nazariosessantasei!!!i! ciao, ti presento Polpetta!!!! Polpy… Nazario… Nazario… Polpy… ecco fatto!!!!!
- Ehmmmm… piacere, Necario666…
- Ciaaaaaaaooo… vado un attimino in bagno che tanto voi parlerete di Anozzi che io non leggevo e quindi non saprei che dire…
- Ehmmmm… che ne dici di uscire fuori che qui c'è un frastuono tremendo?
- Sìììì!!!!!! tanto quella ora che torna… sarà già lingua in bocca con qualcuno nei cessi…
- Mhmmm…
- Allora, ti è piaciuto Tuttotottiicsicsicsii?
- Ehhhh?
- Sìììì!!!! dai!!!!! il libro!!!!
- Ah, sì, scusa… Ma veramente credo che sia il libro più idiota che sia stato edito. L'ho comprato proprio per cercare di capire come potesse essere in classifica da diverse settimane e cosa ci fosse dietro decine di commenti entusiastici. Ho pensato che ci dovesse essere un messaggio che passava trasversalmente sui valori della società massificata come viene imposta dai media a livello globale nell'intento di ottundere la volontà reagente dell'inconscio ghettizzato da spinte consumistiche indotte da una comunicazione univoca pianificata per annientare il sostrato culturale di base dell'utente-udente-consumatore finale…
Il giorno dopo in chat:
- CcccciaaaaaaOOOOOOO POlpy!!!!!!!!!! :-DDDDDDDDDD dOve 6 finita ieri sera???????? mi hai lasciata cOn NassariO6, ke palllllllleeeeeeeee!!!!! ah, hai sentitO ke l'hannO trovatO uccisO vicinO al ChubangO cOn un aipOd nella karotide ugualeeeeeeee al miOOOOOOO!!!!????? anzi, l'hai mika vistO ke nn lO trOvO +…?
martedì 26 maggio 2009
venerdì 8 maggio 2009
Mitsuko reprise
Parte della voce di Mitsuko entrava nelle orecchie di Yukio, la parte concettuale. Il calore e il colore sembravano invece girare nel lobo, seguendo le curve del padiglione. Una sillaba, come una goccia sonora, scivolò sul suo collo rotolando sulla morbida peluria come sospinta da un leggero alitare di labbra a stento trattenute dal contatto. Un brivido dalla nuca le impresse un movimento circolare che lasciò una tiepida scia sulla gola per avvolgersi lentamente verso la guancia. Qui pattinò disegnando arabeschi infuocati fino a proiettarsi sullo zigomo e perdersi nel bosco di ciglia. La palpebra sembrò trattenerla con la morbidezza di una nuvola, viva per il pulsare celato dell'occhio, quando un guizzo improvviso la rimbalzò sul naso e da qui alla velocità di un cuore impazzito nel canto del labbro dischiuso. La lingua in agguato felino stava già per ghermirla quando… «Vassoio… per favore, Yukio, mi passi quel vassoio? V-A-S-S-O-I-O!… ma mi ascolti? Ti senti bene…?».
giovedì 7 maggio 2009
Mitsuko
(tranquilli, questo è solo in due puntate…)
Mitsuko si muoveva leggera nella cucina, scegliendo con occhio esperto gli ingredienti selezionati in anni di esperimenti che le avevano permesso di perfezionare un'antica ricetta insegnatale da sua nonna. Cucinare per Mitsuko era un'arte del tutto simile alla tradizionale cerimonia del tè. Niente era lasciato al caso, ogni particolare era studiato nei dettagli e ripetuto sistematicamente nelle rare occasioni in cui decideva di invitare qualcuno.
Per questi motivi Yukio si riteneva doppiamente fortunato, non solo avrebbe mangiato quei piatti prelibati, ma poteva anche assistere alla loro preparazione.
La cucina era piccola per cui decise di rimanere sulla soglia, quasi fosse l'unico spettatore di una rappresentazione teatrale. E per certi versi lo era.
Mitsuko, girandosi su sé stessa, riallineando i piedi ora verso il lavabo, subito dopo di fronte ai fornelli, sciacquava verdi mazzetti di verdure o correggeva con microscopiche nuvole di spezie una pietanza. Contemporaneamente la sua voce cuciva insieme quelle operazioni con spiegazioni tecniche inframezzate ad aneddoti sulle ricette o sugli accadimenti della sua giornata.
Yukio si lasciava glassare da quel suono caldo che era la voce di lei, come cioccolata fusa che scenda a coprire un biscotto. Non voleva rompere l'incantesimo e in cuor suo sperava che quella scena continuasse all'infinito.
Mitsuko si muoveva leggera nella cucina, scegliendo con occhio esperto gli ingredienti selezionati in anni di esperimenti che le avevano permesso di perfezionare un'antica ricetta insegnatale da sua nonna. Cucinare per Mitsuko era un'arte del tutto simile alla tradizionale cerimonia del tè. Niente era lasciato al caso, ogni particolare era studiato nei dettagli e ripetuto sistematicamente nelle rare occasioni in cui decideva di invitare qualcuno.
Per questi motivi Yukio si riteneva doppiamente fortunato, non solo avrebbe mangiato quei piatti prelibati, ma poteva anche assistere alla loro preparazione.
La cucina era piccola per cui decise di rimanere sulla soglia, quasi fosse l'unico spettatore di una rappresentazione teatrale. E per certi versi lo era.
Mitsuko, girandosi su sé stessa, riallineando i piedi ora verso il lavabo, subito dopo di fronte ai fornelli, sciacquava verdi mazzetti di verdure o correggeva con microscopiche nuvole di spezie una pietanza. Contemporaneamente la sua voce cuciva insieme quelle operazioni con spiegazioni tecniche inframezzate ad aneddoti sulle ricette o sugli accadimenti della sua giornata.
Yukio si lasciava glassare da quel suono caldo che era la voce di lei, come cioccolata fusa che scenda a coprire un biscotto. Non voleva rompere l'incantesimo e in cuor suo sperava che quella scena continuasse all'infinito.
mercoledì 6 maggio 2009
…con una lunga veste blu, su un nero destriero, al trotto veloce in un bosco… 65
David Gilmour - Comfortably Numb - Firenze 02.08.2006
http://www.youtube.com/watch?v=tcxB3wAYnoA
All'alba del giorno successivo Thönet e Leopoldo discesero dalla collina diretti al castello. Necario fu subito avvisato del loro avvicinarsi e dagli spalti ne riconobbe immediatamente uno.
«Lasciateli entrare, ci sarà da divertirsi…» disse, dopo di che scese nel mezzo del cortile ad attenderli attorniato dai suoi quattro fedelissimi, insieme a molti curiosi si erano affacciati nel cortile dopo aver sentito la notizia.
«Due cavalieri senza cavallo, non è uno spettacolo di tutti i giorni… ve li siete mangiati, forse…?».
«Non siamo due sciacalli come te, Necario.» rispose Thönet.
«C'è del risentimento nelle Vostre parole, marchese…, ma me ne sfugge il motivo…».
«Tu, lurido verme, dopo tutto quello che hai fatto hai ancora il coraggio di mentire? Vuoi forse anche negare di aver rapito la mia Violet e di averla condotta qui?».
«Mi si accusa di rapimento? Ohibò, dopo i rischi corsi per scortarla dal suo futuro e legittimo consorte?».
«Legittimo? Io ho combattuto e ucciso Lotario in leale duello difendendo l'onore di Violet! Volete negare quanto successo davanti a centinaia di testimoni?».
«Fossi in Voi non insisterei a darmi del bugiardo…» rispose il capitano riducendo sempre più gli occhi a due fessure.
«Dov'è dunque Violet? E Clarette? Se solo le hai sfiorate ti ucciderò con le mie mani! E mastro Berlucco? E perché un mio cavaliere è appeso fuori delle mura come un volgare ladrone?».
«Un ladrone? O no, ben peggiore è l'accusa che grava su di lui… lo abbiamo sorpreso nella stanza di Milady mentre cercava di usarle violenza…».
«Doppeldrim? Come osi? Non farebbe mai una cosa del genere! Tu piuttosto che hai sempre cercato di soddisfare i tuoi istinti più bassi minacciando Violet e Clarette stessa! Rapitore e spergiuro! Non te la caverai tanto facilmente! Quando arriverà il duca…».
«Adesso basta! Non posso tollerare oltre di essere accusato e infamato in questo modo da un nobilastro quale Voi siete! Guardie, prendeteli e portateli a tenere compagnia a lord Doppeldrim!».
Fu un attimo e due uomini si trovarono i coltelli di Leopoldo conficcati nella gola, l'espressione sgomenta negli occhi.
«Pensa a Necario, Thönet, degli altri mi occupo io!» e così dicendo estrasse le lame disponendosi nel contempo in guardia per far fronte agli altri due. Thönet, sguainata la spada, sì parò davanti a Necario.
In quel mentre da una delle torri arrivarono di corsa Violet e Clarette seguite subito dopo da una guardia con una ferita sanguinante alla testa: «Fermatevi! Basta! Non pensate siano morte già troppe persone?» urlò la contessina.
«Imbecille! Non ti avevo ordinato di non farle uscire per nessun motivo?»
«Capitano… io…».
"IL DUCA! IL DUCA!" si sentì gridare dagli spalti.
Nel giro di pochi minuti Ruperto faceva l'ingresso nel cortile del castello con la sua guarnigione e il seguito, di ritorno dal torneo.
In un angolo si sentì canticchiare:
«Ruba, ammazza e fa il Signore,
ma non è che un malfattore,
alle donne fa violenza,
non avendo una gran lenza,
lo sa tutto il circondario,
ecco il viscido Necario!».
«Che sta… yawnnn… succedendo qui? Cosa ci fa tutta questa gente nel mio castello? Randolfo!».
«Duca! - gli si fece vicino Necario cercando protezione dalla lama di Thönet - questi assassini sono venuti per rapire la contessina Violet, Vostra legittima sposa che io ho condotto sana e salva fino a qui!».
«Assassini? Thönet? E un Custode rastaliano? Stento a crederlo… E poi, se non ricordo male - e qui si fermò per un lungo sbadiglio - il marchese ha vinto il torneo e il diritto di sposare la contessina…».
«Ma come? - intervenì il segretario Randolfo che era arrivato nel cortile giusto in tempo per sentire tutto - ma il duello non era stato vinto da Lotario? E non siete stato Voi, signor Duca, a far condurre la contessina Violet e la sua amica Milady al castello?».
«Duca - si fece avanti Violet prendendo sotto braccio il giovane marchese - con tutto il rispetto che Vi porto, dovreste sapere che io amo soltanto Thönet e la prova è qui dentro di me, Kate Paulette-Clarette la futura marchesina di Floràns…» e così dicendo svenne fra le braccia dell'amato che non seppe trattenere delle lacrime di gioia.
«Lord Hoban - ordinò il duca al comandante della sua guarnigione - prendete in consegna ser Necario e i suoi due uomini e sorvegliateli a vista, vedremo in seguito cosa farne e liberate lord Doppeldrim da quella scomoda posizione. E adesso entriamo nel castello, che tutto questo trambusto mi ha fatto venire un po' di sonno…».
Inutile dire che Thönet e Violet si sposarono con Clarette e Leopoldo come testimoni e qualche mese dopo ebbero effettivamente una bellissima bambina.
Kemal perse la cerimonia perché intento a spiegare la posizione del "cinghiale che cerca le ghiande nel sottobosco" alla cuoca. Mastro Berlucco festeggiò i due eventi aprendo le migliori bottiglie della sua riserva e con due sbronze storiche. Clarette invece… beh, diciamo che fece in modo di scoprire di persona quale fosse la famosa regola sulle donne che doveva osservare un Custode rastaliano…
http://www.youtube.com/watch?v=tcxB3wAYnoA
All'alba del giorno successivo Thönet e Leopoldo discesero dalla collina diretti al castello. Necario fu subito avvisato del loro avvicinarsi e dagli spalti ne riconobbe immediatamente uno.
«Lasciateli entrare, ci sarà da divertirsi…» disse, dopo di che scese nel mezzo del cortile ad attenderli attorniato dai suoi quattro fedelissimi, insieme a molti curiosi si erano affacciati nel cortile dopo aver sentito la notizia.
«Due cavalieri senza cavallo, non è uno spettacolo di tutti i giorni… ve li siete mangiati, forse…?».
«Non siamo due sciacalli come te, Necario.» rispose Thönet.
«C'è del risentimento nelle Vostre parole, marchese…, ma me ne sfugge il motivo…».
«Tu, lurido verme, dopo tutto quello che hai fatto hai ancora il coraggio di mentire? Vuoi forse anche negare di aver rapito la mia Violet e di averla condotta qui?».
«Mi si accusa di rapimento? Ohibò, dopo i rischi corsi per scortarla dal suo futuro e legittimo consorte?».
«Legittimo? Io ho combattuto e ucciso Lotario in leale duello difendendo l'onore di Violet! Volete negare quanto successo davanti a centinaia di testimoni?».
«Fossi in Voi non insisterei a darmi del bugiardo…» rispose il capitano riducendo sempre più gli occhi a due fessure.
«Dov'è dunque Violet? E Clarette? Se solo le hai sfiorate ti ucciderò con le mie mani! E mastro Berlucco? E perché un mio cavaliere è appeso fuori delle mura come un volgare ladrone?».
«Un ladrone? O no, ben peggiore è l'accusa che grava su di lui… lo abbiamo sorpreso nella stanza di Milady mentre cercava di usarle violenza…».
«Doppeldrim? Come osi? Non farebbe mai una cosa del genere! Tu piuttosto che hai sempre cercato di soddisfare i tuoi istinti più bassi minacciando Violet e Clarette stessa! Rapitore e spergiuro! Non te la caverai tanto facilmente! Quando arriverà il duca…».
«Adesso basta! Non posso tollerare oltre di essere accusato e infamato in questo modo da un nobilastro quale Voi siete! Guardie, prendeteli e portateli a tenere compagnia a lord Doppeldrim!».
Fu un attimo e due uomini si trovarono i coltelli di Leopoldo conficcati nella gola, l'espressione sgomenta negli occhi.
«Pensa a Necario, Thönet, degli altri mi occupo io!» e così dicendo estrasse le lame disponendosi nel contempo in guardia per far fronte agli altri due. Thönet, sguainata la spada, sì parò davanti a Necario.
In quel mentre da una delle torri arrivarono di corsa Violet e Clarette seguite subito dopo da una guardia con una ferita sanguinante alla testa: «Fermatevi! Basta! Non pensate siano morte già troppe persone?» urlò la contessina.
«Imbecille! Non ti avevo ordinato di non farle uscire per nessun motivo?»
«Capitano… io…».
"IL DUCA! IL DUCA!" si sentì gridare dagli spalti.
Nel giro di pochi minuti Ruperto faceva l'ingresso nel cortile del castello con la sua guarnigione e il seguito, di ritorno dal torneo.
In un angolo si sentì canticchiare:
«Ruba, ammazza e fa il Signore,
ma non è che un malfattore,
alle donne fa violenza,
non avendo una gran lenza,
lo sa tutto il circondario,
ecco il viscido Necario!».
«Che sta… yawnnn… succedendo qui? Cosa ci fa tutta questa gente nel mio castello? Randolfo!».
«Duca! - gli si fece vicino Necario cercando protezione dalla lama di Thönet - questi assassini sono venuti per rapire la contessina Violet, Vostra legittima sposa che io ho condotto sana e salva fino a qui!».
«Assassini? Thönet? E un Custode rastaliano? Stento a crederlo… E poi, se non ricordo male - e qui si fermò per un lungo sbadiglio - il marchese ha vinto il torneo e il diritto di sposare la contessina…».
«Ma come? - intervenì il segretario Randolfo che era arrivato nel cortile giusto in tempo per sentire tutto - ma il duello non era stato vinto da Lotario? E non siete stato Voi, signor Duca, a far condurre la contessina Violet e la sua amica Milady al castello?».
«Duca - si fece avanti Violet prendendo sotto braccio il giovane marchese - con tutto il rispetto che Vi porto, dovreste sapere che io amo soltanto Thönet e la prova è qui dentro di me, Kate Paulette-Clarette la futura marchesina di Floràns…» e così dicendo svenne fra le braccia dell'amato che non seppe trattenere delle lacrime di gioia.
«Lord Hoban - ordinò il duca al comandante della sua guarnigione - prendete in consegna ser Necario e i suoi due uomini e sorvegliateli a vista, vedremo in seguito cosa farne e liberate lord Doppeldrim da quella scomoda posizione. E adesso entriamo nel castello, che tutto questo trambusto mi ha fatto venire un po' di sonno…».
Inutile dire che Thönet e Violet si sposarono con Clarette e Leopoldo come testimoni e qualche mese dopo ebbero effettivamente una bellissima bambina.
Kemal perse la cerimonia perché intento a spiegare la posizione del "cinghiale che cerca le ghiande nel sottobosco" alla cuoca. Mastro Berlucco festeggiò i due eventi aprendo le migliori bottiglie della sua riserva e con due sbronze storiche. Clarette invece… beh, diciamo che fece in modo di scoprire di persona quale fosse la famosa regola sulle donne che doveva osservare un Custode rastaliano…
FINE
martedì 5 maggio 2009
…con una lunga veste blu, su un nero destriero, al trotto veloce in un bosco… 64
«Non vedo altra scelta, il duca dovrà ascoltarmi e liberare Violet…» disse Thönet.
«Mi sembra una follia! Come pensate che voglia darvi ascolto se ha imprigionato un vostro uomo e lo ha esposto in modo così brutale?».
«È anche per lui che devo andare, l'unico modo per farlo togliere di là è che io mi presenti al castello. Vorreste forse assediarlo in due?».
«No certamente, ma immagino che il conte abbia mobilitato degli uomini dopo la vostra partenza, per non dire del padre di Milady che ha potenti armate ai suoi ordini.».
«Certamente, passeranno ancora giorni prima che possano giungere fin qui. Per quanto rapidi possano essere stati i preparativi, al momento potrebbero arrivare solo delle staffette di esploratori. Voi comunque potrete rimanere qui, non vi obbligo certo a seguirmi.».
«Come potrei lasciarvi andare da solo? Senza contare che infrangerei il mio giuramento di Custode. E poi là dentro c'è anche Clarette… volevo dire Milady e potrebbe essere in pericolo…».
«Siete dunque la sua guardia del corpo? O avete vincoli del genere con la sua famiglia?».
«Del suo corpo? No, magari… cioè, avendola salvata nel bosco ora sono responsabile del suo corp… della sua persona e non posso certo abbandonarla nelle mani di quel lurido essere.».
«Mi par di capire che non siete rimasto insensibile al fascino di Clarette… Lo comprendo, è una bellissima donna. Sono cresciuto insieme a lei e so bene quanto valga. Purtroppo il mio casato non è all'altezza delle aspettative dei suoi genitori e da molti anni ho dovuto chiudere il mio cuore e lasciarlo inaridire. Se non fosse arrivata Violet a restituirmi la gioia di vivere avrei continuato a vagare di castello in castello, cercando di nascondermi a me stesso. Ma incrociare il suo sguardo è stato come veder zampillare una sorgente da una roccia, il deserto nella mia anima cominciò ad irrigarsi del suo sorriso, mentre la sua voce seminava speranza e il suo profumo svegliava i miei sensi come la primavera ridesta la natura. Il pensiero di lei rendeva le giornate più lievi e qualsiasi lavoro, anche il più umile aveva un senso più alto. Benché non sapessi di essere diventato marchese e fosse follia quindi pensare ad un futuro con lei, anche solo sellarle il cavallo era una gioia che superava ogni sogno. E mentre provavo il sapore delle sue labbra la mia mente si perse come se… Ma… Leopoldo? Che fate, dormite, dunque? Ma dobbiamo entrare al castello! E poi ancora non vi ho detto che se non avete intenzioni più che serie nei confronti di Clarette rimpiangerete di non essere morto sulle montagne… Insomma svegliatevi, per Onan!».
«Mi sembra una follia! Come pensate che voglia darvi ascolto se ha imprigionato un vostro uomo e lo ha esposto in modo così brutale?».
«È anche per lui che devo andare, l'unico modo per farlo togliere di là è che io mi presenti al castello. Vorreste forse assediarlo in due?».
«No certamente, ma immagino che il conte abbia mobilitato degli uomini dopo la vostra partenza, per non dire del padre di Milady che ha potenti armate ai suoi ordini.».
«Certamente, passeranno ancora giorni prima che possano giungere fin qui. Per quanto rapidi possano essere stati i preparativi, al momento potrebbero arrivare solo delle staffette di esploratori. Voi comunque potrete rimanere qui, non vi obbligo certo a seguirmi.».
«Come potrei lasciarvi andare da solo? Senza contare che infrangerei il mio giuramento di Custode. E poi là dentro c'è anche Clarette… volevo dire Milady e potrebbe essere in pericolo…».
«Siete dunque la sua guardia del corpo? O avete vincoli del genere con la sua famiglia?».
«Del suo corpo? No, magari… cioè, avendola salvata nel bosco ora sono responsabile del suo corp… della sua persona e non posso certo abbandonarla nelle mani di quel lurido essere.».
«Mi par di capire che non siete rimasto insensibile al fascino di Clarette… Lo comprendo, è una bellissima donna. Sono cresciuto insieme a lei e so bene quanto valga. Purtroppo il mio casato non è all'altezza delle aspettative dei suoi genitori e da molti anni ho dovuto chiudere il mio cuore e lasciarlo inaridire. Se non fosse arrivata Violet a restituirmi la gioia di vivere avrei continuato a vagare di castello in castello, cercando di nascondermi a me stesso. Ma incrociare il suo sguardo è stato come veder zampillare una sorgente da una roccia, il deserto nella mia anima cominciò ad irrigarsi del suo sorriso, mentre la sua voce seminava speranza e il suo profumo svegliava i miei sensi come la primavera ridesta la natura. Il pensiero di lei rendeva le giornate più lievi e qualsiasi lavoro, anche il più umile aveva un senso più alto. Benché non sapessi di essere diventato marchese e fosse follia quindi pensare ad un futuro con lei, anche solo sellarle il cavallo era una gioia che superava ogni sogno. E mentre provavo il sapore delle sue labbra la mia mente si perse come se… Ma… Leopoldo? Che fate, dormite, dunque? Ma dobbiamo entrare al castello! E poi ancora non vi ho detto che se non avete intenzioni più che serie nei confronti di Clarette rimpiangerete di non essere morto sulle montagne… Insomma svegliatevi, per Onan!».
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