martedì 28 agosto 2007

mercoledì 22 agosto 2007

Viveva in un bosco di uccelli incantatori un animale dal piumaggio d'oro… 13

Inutile dire che Fratello Amarone si era comunque spinto oltre nei suoi esperimenti. Pochi anni prima, per esempio, aveva finito per distillare un impasto di peperoncino, noci moscate e acciughe, stemperato in un passito della riserva arcivescovile. Le cronache non specificano di eventuali poteri digestivi del liquore, riferiscono piuttosto di disattese dichiarazioni di amore con tanto di mazzolini di caprifoglio e biancospino offerti alla buonanima di Giorgina Laudomìa, madre del summenzionato Ugo Sofronio VII. Va precisato che Fra' Pannunzio la considerava discendente diretta di Bastet e pretendeva quindi, mediante irriferibili congiunzioni sessuali, di farle abiurare il paganesimo nel quale riteneva fosse precipitata la gatta.
Dopo tale incidente il vescovo gli proibì l'accesso per sei mesi nel laboratorio e lo costrinse a una dieta depurativa di latte di capra (certamente non munta dal frate), riso bollito e rape.
La ricetta del distillato è invece andata perduta.